I Trabucchi di Vieste

trabucco 1979 con firma
1974 Trabucco di punta S. Croce

I trabucchi sono mezzi di pesca tradizionali tipici della costa Garganica e abruzzese, la struttura assomiglia ad una palafitta, costruita sulla roccia e traboccante sulla costa. Il trabucco garganico ha avuto più o meno un settantennio di vita dal 1885 al 1950, le sue origini sono ignote, Don Marco della Malva asserisce abbiano origini Viestane e che sia stato un prete, il Villani ad ingegnarli, in verità quello del canonico della cattedrale don Andrea Villani, è la più antica fonte scritta che si ritrova relativa ad un trabucco, se ne trova traccia in un sinodo diocesano del 1885, molto più probabile è che sia stato uno dei primi finanziatori per la costruzione di un trabucco, la cui rendita doveva aggiungersi a quella agricola della diocesi.

rabucco 1963
Trabucco alla Ripa, anni ’60

Possiamo ipotizzare che il trabucco sia un invenzione di marinai con esperienza che avevano osservato i banchi di pesce che nuotavano sotto costa, particolarmente sul Gargano dove dal lago di Lesina e Varano branchi enormi di cefali, si muovono per depositare negli anfratti costieri garganici le uova al sicuro dai delfini, si dice vadano a “svernare” nella stagione invernale, quindi il movimento dei branchi è da Nord, ovvero dai laghi, oppure da Sud verso i laghi, la scelta della posizione del trabucco era legata a queste migrazioni e il trabucco di “maestro” era orientato verso nord, per l’arrivo dei branchi e si pescava bene in autunno, mentre quello verso sud di “levante” destinato a pescare i branchi di ritorno, era di buona pesca da febbraio a primavera.

La struttura

trabucco ef aro 74

  1. I PALI sepponde

Sono le palafitte su cui poggia l’intera struttura del trabucco, possono variare da 16 a 25 in base alla struttura della roccia su ci sono impiantati attraverso profondi buchi su cui vengono cugnati, impiantati ed adattati i pali di pino d’Aleppo, appositamente tagliati e scortecciati nonché curati per la destinazione nei mesi secchi da Gennaio ad Agosto.

  1. IL PONTE – PALCHETTO

è la superficie di lavoro, il palco sulle palafitte di legno, nel linguaggio specifico di manovra è la “terra”

  1. L’ ARGANO i ciucce

È sistemato sul ponte ed è l’anima delle manovre di alzata e calata della rete, è un palo con due pali perpendicolari detti ciucci che si girano per avvolgere le 6 funi – i vendele – che reggono la rete

  1. CASOTTO

è un piccolo ricovero per i pescatori e per gli attrezzi

  1. ALBERI – MONTANTI

Sono i due pali portanti dei tiranti, funi che tengono l’intero trabucco saldo che sono tenuti a terra sulla roccia attraverso picchetti o codittoni, sono fatti di robusti pali legno di castagno, solitamente viene aggiunto uno spezzone di altro palo per raggiungere l’altezza giusta

  1. ANTENNE

Sono sicuramente la parte più importante che permette al trabucco di affacciarsi sul mare per stendere la rete, sono tutti i pali che dal ponte si diramano sorretti dai tiranti degli alberi, hanno funzioni diverse a seconda della posizione, come lo spuntone (7) o il pennoncino (8)alle loro estremità sono attaccate delle carrucole che permettono alle funi di scorrere, sono anche purtroppo la componente più fragile, basta una follata di vento a rete aperta che questa si gonfia come una vela e si porta dietro a fondo le antenne, distruggendo il meccanismo del trabucco

  1. ALBERO DEL RETINO O SPUNTONE
  2. PENNONCINO O PICCOLA ANTENNA
  3. VEDETTA

È l’uomo che si arrampica sul pennone per avvisare quando la rete è piena, allora avvisa gli uomini a riposo sul palco con la parola d’ordine “vira” e si attivano i ciucci per tirare su la rete, il pesce viene tirato fuori con la sallipciera ovvero un lungo palo con un retino ad imbuto all’estremità

  1. TIRANTI

Fili di ferro che sorreggono gli alberi alla roccia e le antenne agli alberi, allo scopo di tenere la costruzione salda da oscillazione

  1. RETE

Le prime erano di cotone poi furono di nylon, quando è appesa alle antenne assume la forma di un cratere, le maglie sono più larghe verso le antenne e diventano strettissime al centro, quando si cala la rete al suo centro si pone l’esca , un pesce vivo che attira i banchi di passaggio.

cartina trabucchi

I trabucchi viestani erano in tutto 26, la maggior parte sono andati distrutti da tempeste e mare grosso, poi mai ricostruiti perché il pesce verso gli anni 60 scarseggiava e i trabucchi non erano più redditizi, ne sono rimasti più o meno 6 (contrassegnati con il segno +)

  1. La Chianca (terraferma)
  2. Isola della Chianca +
  3. Porticello
  4. Tufara o Puzzachje +
  5. Molinella +
  6. Puntalunga +
  7. Cemenej
  8. S. Lorenzo +
  9. Punta la torre o S. Croce +
  10. Isola di S. Eufemia
  11. Grotta delle travi
  12. S. Francesco +
  13. Sotto la ripa
  14. U Ponde (il ponte)
  15. U cafè
  16. Sdrupatoij (dietro la Gattarella, verso levante)
  17. Gattarella
  18. L’Architello
  19. San Felice
  20. Punta della testa o Testa del Gargano +
  21. La Calassinze – Calasensi
  22. Sanguinaria
  23. Porto Greco
  24. Chianca liscia
  25. Pugnochiuso “u fer”
  26. Cala della pergola
sotto il ponte 1934
Trabucco di sotto il ponte, primi del ‘900

La pescata più fortunata che si ricorda fu quella del trabucco di Calasensi, vicino Campi, di Santino Ruggieri, Razejine San Giuvanne, 40 quintali di Cefali in una sola virata, alzata di rete, lo stesso giorno il trabucco di testa del Gargano prese 16 quintali e quello di s. Felice 6.

Ciccille Galiotte e il nipote Mimmmo sulla teleferica costruita per raggiungere il trabucco alla chianaca
Ciccill’ Aliota e il nipote Giacomo sulla teleferica da lui costruita, per raggiungere il trabucco sull’isola della Chianca dalla terra ferma

I primi trabucchi ad essere costruiti furono quelli prossimi al paese, come quello delle travi, di S. Francesco, S. Croce…mettere in piedi un trabucco, pur utilizzando in parte materiale di recupero, costava dai 6 agli 8 milioni, la spesa più ingente è il filo di ferro per i tiranti, ce ne vorrebbero almeno 5 quintali! A questa spesa bisognava aggiungere le circa 50 mila lire di concessione per l’occupazione del suolo e dello specchio d’acqua impegnato, una tassa, quella di concessione ancora attiva oggi.

frtelli cirillo 59 ripa
Trabucco alla ripa 1959, in posa i f.lli Cirillo figli dei finanziatori del trabucco

L’equipaggio di un trabucco è normalmente formato da tre persone, 4 al massimo, e nei tempi d’oro non mancavano i finanziatori, tra le famiglie benestanti del paese, come i Cirillo, gli Spina e i Medina. L’equipaggio di un trabucco è normalmente formato da tre persone, 4 al massimo, storiche rimasero le famiglie dei trabuccolanti come i Dell’Aquila Mattejucce, Francische e Libero che possedevano il trabucco a San Francesco e Porticello, I f.lli Ruggieri Razzejine, San Giuvanne, Maste Peppe che conducevano quello di Calasensi, Gattarella e punta della testa, gli Aliota Francesco e nipote Giacomo, quello di Grotta delle travi e Chianca, Sandine Sassine, Ninucce e Unard Fascinedde quello di sotto la Ripa.

La fine dei trabucchi è legata alle vicende dei laghi, in particolare a quello di Varano, ove sulla foce di Capojale nel 1965, si ultimarono i lavori di sbarramento del lago; il consorzio di bonifica della capitanata ultimò un opera da 60 milioni di lire, sbarrando il lago con griglie mobili per evitare l’esodo stagionale dei pesci dal lago, ma il mancato ricambio con le acque del mare, determinò la morte ittica del lago, un disastro che costò l’affondamento del mercato ittico di Varano, ma di conseguenza anche dei trabucchi.

Ciccille aliota trabucco travi con firma
Francesco Aliota e famiglia, sul trabucco della grotta delle travi

Oggi i trabucchi sono salvaguardati dall’associazione “La rinascita dei trabucchi storici” vedi

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